La lenta quarantena di un fotografo

La lenta quarantena di un fotografo (anche se mi piacerebbe scrivere regista) potrebbe sembrare l’incipit di un film thriller.

“Cosa farò quando finirà tutto questo?” è la domanda che più o meno tutti ci stiamo facendo, ormai insofferenti alla carcerazione domiciliare obbligatoria che ci costringe questa quarantena.
Le proiezioni, al di là di ogni ragionevole dubbio, fanno supporre che ci vorrà almeno un anno per poter ricominciare in parte ad uscire e a fare qualcosa di simile a prima del fatidico febbraio 2020.

Sarò sincero, ho due parti di me, completamente opposte, che si contendono l’opinione su tutto quello che sta succedendo.
PARTE 1:
– Un sacco di tempo da dedicare alla formazione personale, guardo un sacco di film, anche quelli che non avrei mai guardato per la mancanza di tempo.
– Finalmente posso leggere i libretti delle istruzioni delle mie attrezzature, anche cose che uso da anni, ma delle quali non ho mai approfondito il potenziale totale.
– Riposo veramente, senza dovermi inventare cose da fare per forza, tanto non ho scadenze.
– Lo stato mi dà 600€ senza dover lavorare.
– Il mio codice Ateco mi permette di svolgere lavori

PARTE 2:
– Mi sono rotto i coglioni di sentire parlare solo di corona virus, come se la gente potesse morire solo di quello.
– Odio tutti i post (e tutti intendo veramente nessuno escluso) di questo periodo, per intenderci quelli con @andràtuttobene oppure @iorestoacasa.
– Se continuo a non poter uscire di casa (e non certamente per fare il vostro cazzo di apericena) credo darò vita al personaggio di “Un giorno di ordinaria follia”.
– Il mio codice Ateco mi permette di lavorare, ma tutti i miei clienti sono chiusi
– 600 euro sono l’elemosina che lo stato mi passa in cambio di anni di versamenti (probabilmente a vuoto)

Potete capire quindi che il dissidio interiore che la quarantena mi sta creando non è cosa da poco.
E poi:
– Una volta che tutto riprenderà quanti clienti avrò ancora?
– Varrà ancora la pena fare questo lavoro?
Si, vero, tendenzialmente sono ottimista quanto una merda di capra.
Volendo sono anni che mi faccio queste domande e nonostante tutto sono ancora qui a fare questo mestiere e forse anche qualcosa di più.
Ma mi rode il culo, il pensiero che tre lavori sono saltati, la presentazione di un film è andata a puttane ed un altro film in fase di riprese non si sa se riusciremo mai a finirlo.
Così, per dire.

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