Il soldato che rideva

shell_shock@ gabriele donati fotografoNello sfogliare fotografie di guerra, mi sono imbattuto in questa immagine. E’ stata scattata da un fotografo anonimo durante la battaglia di Flers-Courcelette nel 1916: rappresenta una trincea dove evidentemente si stanno raccogliendo i pezzi della battaglia terminata. Alcuni soldati stanno medicando i compagni feriti, ovunque materiale abbandonato, probabilmente di altri soldati feriti o morti. E’ un quadro fotografico complesso, il senso di lettura non facilita la comprensione: ci si sofferma sulle bende, un po’ sullo sguardo del medico di campo alla destra. Poi,scandagliando gli altri elementi, si cade inevitabilmente sulla parte sinistra della fotografia, completamente discordante con il resto. Un uomo accovacciato, viene medicato e nel mentre, ride. Piuttosto che un sorriso, è un ghigno, il caschetto è messo disordinatamente, gli occhi sono spiritati.
Ho dovuto documentarmi bene per capire il senso della fotografia, e per comprenderne la tragicità.
La guerra, uccideva le persone, le menomava, ma soprattutto le segnava mentalmente per il resto dell’esistenza.
Chi sopravviveva fisicamente ai bombardamenti ed alle battaglie, spesso doveva fare i conti con i traumi di questa sopravvivenza, a volte in maniera permanente. Lo chiamano “shell shock” e lasciava cicatrici mentali indelebili: tremori, incubi, incapacità di ragionare erano i sintomi di questa sindrome che non lasciava scampo. Questi soldati non venivano nemmeno congedati e in gran maggioranza morivano poi sui campi di battaglia, incapaci di difendersi e di reagire.
Tutto questo raccontato in una sola foto. 

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