Steve McCurry e l’arte di non mollare

Steve McCurry @gabriele donati fotografo

Steve McCurry – Probabilmente pochi conosceranno questo nome, ma tutti ricorderanno una sua foto: il numero più famoso del National Geographic ( giugno 1985),  ha in copertina il ritratto di una bambina afgana, fotografata in un villaggio profughi in Pakistan durante l’invasione dei russi.
Steve era stato inviato dal giornale nel campo di Nasir Bagh al confine tra Pakistan ed Afghanistan. Mentre si aggirava per le tende, fu attirato da quella che presumibilmente era una classe scolastica all’interno della quale scoprì questa bambina, Gula. In breve capì che era l’unico soggetto su cui valesse la pena concentrarsi – «[…] Suppongo che fosse incuriosita da me quanto io lo ero da lei, poiché non era mai stata fotografata prima e probabilmente non aveva mai visto una macchina fotografica. Dopo qualche minuto si alzò e si allontanò, ma per un istante tutto era stato perfetto, la luce, lo sfondo, l’espressione dei suoi occhi ».
Rientrato a New York, l’editor della rivista non era però convinto dello scatto scelto da McCurry, voleva una fotografia meno “seria”. Per questo era stata già predisposta una fotografia diversa di Gula e lo scatto che tutti conosciamo era finito nelle seconde scelte. Fu solo Bill Garrett, direttore della rivista, che si accorse dell’errore che l’editor aveva fatto e decise di riprendere la fotografia scartata ed utilizzarla come copertina della rivista. Il successo fu travolgente e quella fotografia divenne un’icona, arrivando perfino ad essere paragonata ad una moderna Gioconda.

McCurry @ Gabriele Donati fotografo

Steve McCurry @ Sharbat Gula

Nel frattempo però McCurry desiderava poter rintracciare la bambina che aveva fotografato nell ’85, ma le condizioni per poter raggiungere l’ Afghanistan erano proibitive. La guerra aveva distrutto ogni forma di civiltà e lo stesso governo era ostile nei confronti dell’occidente. Ci vollero almeno diciassette anni per poter riorganizzare una spedizione in quei territori: finalmente nel 2002 riusci di nuovo a mettere piede nel campo di Nasir Bagh che nel frattempo stava per essere smantellato. Ma l’entusiamo di essere lì venne subito smorzato: numerose donne si presentarono millantando l’identità di Gula. Quando si accorse che nessuna delle donne che si erano presentate corrispondevano, perse ogni speranza.  Ormai arrivarono ad ipotizzare la morte di Gula, ma quando tutto sembrava perduto, riuscirono a mettersi in contatto invece con il fratello. La donna si era sposata e viveva in un’ altra zona dell Afghanistan.

Riuscirono a raggiungerla e quando McCurry vide i suoi occhi verdi, ebbe la certezza di avere davanti la stessa bambina di diciassette anni prima. Gula non sapeva assolutamente nulla di quello che era successo attorno al suo ritratto, anzi ne risultava abbastanza indifferente. Ma accettò di tornare a farsi fotografare nuovamente da McCurry.
Il suo nuovo ritratto fu pubblicato sul numero di aprile 2002 del National Geographic.

 

 

 

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